29 Febbraio 2024

Dai coloranti fibroreattivi, noti per la loro capacità di legarsi chimicamente alle fibre garantendo colorazioni durature e resistenti, ai coloranti naturali, che offrono un'alternativa ecologica ricavata da fonti rinnovabili, l'industria ha a disposizione una vasta scelta per soddisfare ogni esigenza di tintura.

Questa diversità non solo permette la creazione di tessuti con specifiche caratteristiche di durata e di estetica ma riflette anche l'adattamento dell'industria alle richieste di sostenibilità e sicurezza ambientale. Mentre i coloranti sintetici dominano per le loro prestazioni e versatilità, l'interesse crescente verso i coloranti naturali evidenzia una tendenza verso pratiche più sostenibili.
Ma quali sono i coloranti dei quali l’industria tessile dispone? E, più importante, esiste una sorta di classifica dei coloranti in relazione al loro impatto ambientale?

Nella classificazione in termini di sostenibilità, i coloranti naturali sono generalmente i più sostenibili, seguiti da quelli che dimostrano alta efficienza nella fissazione del colore e minore impatto ambientale nella produzione e nell'uso. I coloranti che richiedono metalli pesanti, composti tossici o producono sottoprodotti nocivi durante la produzione o lo smaltimento tendono ad essere classificati più in basso in termini di sostenibilità. Tuttavia, la valutazione precisa della sostenibilità di ogni tipo di colorante dipende da molti fattori specifici, comprese le pratiche di produzione, l'uso di risorse e le tecnologie di trattamento delle acque reflue.

Ecco una panoramica generale che può aiutare a classificare i coloranti menzionati secondo criteri di sostenibilità ambientale:

1. Coloranti naturali. Sono generalmente considerati tra i più sostenibili, poiché provengono da fonti naturali come piante, minerali o animali. Tendono ad avere un impatto ambientale inferiore rispetto ai coloranti sintetici, ma il loro metodo di estrazione, la disponibilità e la stabilità del colore possono variare.
2. Coloranti al tino e coloranti azoici. Questi coloranti possono variare in termini di sostenibilità. Alcuni possono essere prodotti in maniera relativamente sostenibile, ma molti coloranti azoici sono stati criticati per i potenziali rischi ambientali e sanitari, soprattutto se contengono ammine aromatiche cancerogene. La loro classificazione dipende molto dai processi specifici di produzione e trattamento.
3. Coloranti diretti e coloranti dispersi. Sono ampiamente usati per la tintura di fibre cellulosiche e sintetiche rispettivamente. La loro sostenibilità dipende dall'efficienza del processo di fissazione e dalla tossicità dei composti usati. Alcuni di questi coloranti possono essere difficili da rimuovere dalle acque reflue, influenzando negativamente l'ambiente.
4. Coloranti fibroreattivi. Sono considerati relativamente sostenibili poiché reagiscono chimicamente con le fibre, risultando in un'elevata fissazione del colore e minor uso di acqua ed energia durante il lavaggio post-tintura. Tuttavia, il processo di sintesi e i sottoprodotti potrebbero influenzare la loro sostenibilità.
5. Coloranti allo zolfo. Sono economici e hanno una buona solidità del colore su fibre come il cotone. Tuttavia, il processo di tintura può produrre rifiuti contenenti zolfo, che sono dannosi per l'ambiente se non trattati adeguatamente.
6. Coloranti acidi. Principalmente usati su fibre animali come la lana e la seta. La loro sostenibilità può variare in base agli acidi e ai mordenti usati, che possono essere nocivi se scaricati nell'ambiente senza adeguato trattamento.
7. Coloranti mordenti. Richiedono l'uso di metalli pesanti come mordenti per fissare il colore sulle fibre. Questo può portare a problemi ambientali legati allo smaltimento di metalli pesanti.
8. Coloranti cationici. Sono usati per tingere fibre acriliche e hanno una buona brillantezza e solidità del colore. La loro sostenibilità dipende dalla chimica specifica e dall'impatto ambientale dei composti utilizzati.
9. Coloranti multiuso. La sostenibilità di questi coloranti dipende dalla loro composizione chimica specifica e dall'applicazione. Alcuni possono essere progettati per essere più ecocompatibili, mentre altri meno.

In conclusione

Nella panoramica dei coloranti tessili, emerge chiaramente una tendenza verso l'innovazione responsabile e la sostenibilità. L'industria tessile è chiamata a bilanciare le esigenze di produzione con quelle della salvaguardia ambientale e della salute umana, spingendo verso la ricerca e lo sviluppo di coloranti che offrano prestazioni elevate senza compromessi etici o ecologici. La crescente attenzione verso i coloranti naturali e le tecnologie di tintura eco-compatibili rappresenta una direzione promettente per un futuro in cui moda e funzionalità si fondono con il rispetto per l'ambiente e il benessere delle comunità. Con l'avanzare della ricerca e l'adozione di normative più stringenti, possiamo aspettarci ulteriori innovazioni che renderanno l'industria tessile non solo più colorata ma anche più verde.
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