18 Settembre 2020

La crisi del coronavirus ha portato un rallentamento in tutti i settori industriali, con alcuni più che sono stati più colpiti di altri: quello tessile, in particolare, ha accusato un forte colpo, con un calo della produzione del 33%.

L’estate però ha portato con sé la ripresa della produzione, con a luglio un incremento del 7,4% rispetto a giugno.

Il riavvio dell’economia italiana, però, deve essere sostenuto da iniziative che aiutino le imprese a compensare i mesi di lockdown, così che possano concentrarsi sul risanamento del tessuto industriale italiano e sulla propria crescita.

La Legge 77/2020 di conversione del DL 34/2020 ha quindi previsto il riconoscimento di un contributo, in forma di credito d’imposta, per quei settori contraddistinti da stagionalità e obsolescenza dei prodotti per compensare le rimanenze finali di magazzino.

A questo scopo sono stati stanziati complessivamente 45 milioni di euro e le aziende dell’industria tessile, della moda, della produzione calzaturiera e della pelletteria possono farne richiesta per coprire il 30% delle rimanenze finali che eccedono la media dei tre periodi di imposta precedenti del 2020.

Il calcolo delle rimanenze finali viene effettuato secondo quanto previsto dall’articolo 92 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi:
“Le variazioni delle rimanenze finali dei beni indicati all'articolo 85, comma 1, lettere a) e b), rispetto alle esistenze iniziali, concorrono a formare il reddito dell'esercizio. A tal fine le rimanenze finali, la cui valutazione non sia effettuata a costi specifici o a norma dell'articolo 93, sono assunte per un valore non inferiore a quello che risulta raggruppando i beni in categorie omogenee per natura e per valore e attribuendo a ciascun gruppo un valore non inferiore a quello determinato a norma delle disposizioni che seguono”.

Le suddette disposizioni sono riportate ai commi seguenti dell’articolo 92 e prendono in esame diverse casistiche in base alle variazioni della rimanenze tra un periodo e l’altro, il metodo di calcolo adottato e specifiche realtà produttive e commerciali.

Sulla veridicità dei dati dichiarati per la domanda per il contributo, verranno verificati direttamente sui loro bilanci certificati dell’impresa, mentre quelle non soggette a revisione legale dei conti e prive di collegio sindacale dovranno rivolgersi a un revisore legale.

Il credito d’imposta dovrà essere usato solo come compensazione (modello F24) per il periodo d’imposta successivo all’entrata in vigore del Decreto Rilancio di luglio 2020.

Assieme alle iniziative green, questo contributo si inserisce in un piano più ampio di ripresa per il settore tessile, che da sempre ha dimostrato una grande tenacità e capacità di adattamento.

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